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Sulla strada. La colonna sonora è il rombo del motore

Un viaggio unico, costellato di soste dense di significato e incontri genuini, la strada remota, dove per ore e talvolta giorni non si incontra nessuno è la scenografia di questo spostamento. La meta, quando c’è, non è importante; ciò che conta è viaggiare, fare esperienza, riempirsi gli occhi di paesaggi straordinari a bordo del proprio mezzo, a due, tre o quattro ruote.
L’avventura on the road è resa eccezionale perché diventa anche ricerca di pezzi di ricambio per il proprio mezzo, strumento di viaggio ma anche passione per possedere un modello unico talmente personalizzato che rappresenta l’estensione creativa di chi lo realizza.

Nasce con questo spirito la Kustom Kulture, sottocultura statunitense nata negli anni cinquanta e che fa della costumizzazione del proprio mezzo a motore, e con esso anche del proprio stile, una vera ragione di vita: le modifiche sono estetiche, meccaniche, dall’impianto di illuminazione a quello audio, dalle cromature lucide e satinate alle verniciature polverose e opache. Personalizzazione che arriva a coinvolgere anche lo stile e l’abbigliamento di questi moderni avventurieri: ogni singolo capo e accessorio sono anch’essi personalizzati, colorati o lavorati personalmente, arricchiti da ricordi di viaggio e dalla passione per la vita sulla strada.
Veri e propri interpreti della strada e della vita on the road sono i protagonisti su motore delle Kustom Kulture: i garage e le rimesse sono la loro casa, la moto o l’auto personalizzata sono quello che per il cowboy era il cavallo, un mezzo di trasporto ma soprattutto un compagno di avventura. Big Daddy Roth e poi Robert Williams sono le icone di questo movimento tanto unico quanto pienamente americano; artisti che hanno raccontato ma soprattutto vissuto la dedizione al proprio mezzo e alla costumizzazione di esso per arrivare ad avere pezzi unici di inestimabile valore personale ed estetico per viaggiare nelle terre lontane d’America.